lunedì 6 febbraio 2012

Partorire con Costanza

Il grande momento è arrivato: sabato sera, al termine di una giornata di intensi dolori e abbondanti imprecazioni, la mia collega Costanza ha dato alla luce il piccolo pargoletto. Piccolo si fa per dire; quattro chili e più, e parto naturale a tradimento. Negli ultimi mesi, infatti, Costa aveva cercato in tutti i modi di convincere il suo ginecologo a farle il cesareo, adducendo i motivi più improbabili, tipo...
«Da piccola, quando sentivo molto dolore piangevo talmente da perdere i sensi. Potrebbe capitarmi anche durante il travaglio. Magari finisco anche in coma... e sappiate che mio marito non ci mette niente, a denunciarvi in tutti i talk show»; oppure: «Ho sentito che ai miopi un forte sforzo può causare il distacco della retina, come successe a mio nonno. È pur vero che io ci vedo benissimo, però mio nonno rimase cieco da un occhio. Potrebbe essere ereditario, potrei avere il distacco genetico», fino al più semplice e onesto: «Ho paura». 
Il dottore, dal canto suo, sdrammatizzava e rassicurava, fino al fatidico giorno in cui, presa da lancinanti dolori, Costanza si è presentata all’ospedale e lì si è imbattuta nell’ostetrica di turno, che alle sue lamentele ha risposto secca: «Bella mia, se non volevi soffrire ci dovevi pensare prima. Facciamoci sto travaglio buone buone, eh? Che io qua sono appena arrivata e la giornata è lunga». E così, tra una strigliata e l’altra, la giornata alla fine è passata, e quando è arrivato il ginecologo i tempi erano oramai maturi per l’espulsione.
A sentire i suoi racconti, a piangere ha pianto, e pure tanto. Alla fine però non è svenuta, e le retine sembrano essere rimaste ben salde al loro posto.  
Ieri, all’ospedale, Costanza e il suo bambino sembravano in gran forma. Le ho portato una busta enorme di m&m’s e li ha fagocitati con la solita voracità, partendo da quelli gialli, i suoi preferiti.
Dall’ufficio, invece, le hanno mandato dei fiori. Accompagnati da un laconico bigliettino con su scritto: «Tante felicitazioni. A presto». Il sottotesto è chiaro: Mamma o non mamma, per noi sei anzitutto un’impiegata. Quindi, vedi di tornare in fretta al tuo posto che, tanto per essere chiari, è dietro a una scrivania.

19 commenti:

  1. ..anche costanza avrà imparato..che poi si dimentica...

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    1. Dici? A me sono passati parecchi mesi, e me lo ricordo ancora benissimo!

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  2. anche io ho ricevuto il bigliettino che diceva "a presto". si vede che li producono apposta per le congratulazioni aziendali...

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    1. Eh, sarà la serie mommy mobbing ;)

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    2. purtroppo sì! speriamo escano presto di produzione ;)

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    3. .. Insieme ai datori di lavoro che li comprano

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  3. un bigliettino molto affettuoso!!!auguri alla neo mamma da parte mia e... a.....presto.... hihihi ,ciaoo è stato un piacere passare dal tuo blog,complimenti!!

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  4. Ciao a te, e grazie per la visita!

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  5. I miei, di EX datori, neanche gli auguri m'hanno fatto! Altroche fiori! E dopo tre mesi, una lettera di licenziamento! Con tante felicitazioni !

    Augurissimi alla tua amica :)

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    1. Caspita! Proprio mom-friendly, queste aziende italiane, eh?

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  6. beh l'ostetrica di turno è stata un po' ruvida nei modi.. ma forse perché la tua collega è partita "col piede sbagliato".
    Insomma , speriamo che a me ne capiti una un po' meno brusca...

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  7. Beh, trovarne una acida così non è per niente facile.. di certo sarai più fortunata ;)

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  8. ahahha carina l'azienda! :)
    Per fortuna lei e il bimbo stanno bene, gli M&M's le piacciono ancora e ci sei tu che la vai a trovare! :)
    Un abbraccio

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  9. Sì, tutto sembra andare per il verso giusto.. si potesse avere una fetta di quella tua tarte au sucre e la giornata comincerebbe proprio nel migliore dei modi ;)
    A bientôt!

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  10. Mitico questo racconto, mi sono sbellicata!!! Ma xké ti scopro solo ora???? !!!

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  11. Mitico questo racconto, mi sono sbellicata!!! Ma xké ti scopro solo ora???? !!!

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