mercoledì 16 novembre 2011

Giovanni il Giovane

L’azienda è in crisi. Sulle nostre teste pende una spada che a Damocle farebbe un baffo: la cassa integrazione. Sono mesi che Capo gira per i corridoi agitando il fantasma degli ammortizzatori sociali, così da ottenere con il minimo sforzo (il suo), il massimo risultato (da noi). E così, niente richieste di ferie e permessi, straordinari aboliti e, per i crumiri vecchi e per quelli dell’ultim’ora, drastica riduzione della pausa pranzo.
«Una buona occasione per dimagrire» – commentano le più giovani e rampanti colleghe.

E, naturalmente, che a nessuna venga in mente di programmare o solo vagamente ipotizzare una gravidanza. Figli e famiglia tolgono tempo, energia e risorse, e chi non è disposto a dare il massimo può considerarsi già fuori. Ed ecco che, dal nulla, spunta il Giovane Giovanni: laureato col massimo dei voti, disposto a qualsiasi sacrificio pur di fare esperienza, single, dinamico e perfettamente in grado di gestire i tempi della pausa caffè.
Soprattutto, Giovanni è ingravidabile. E in un ambiente a maggioranza femminile, questo lo rende superumano.
Capo lo agita come monito o modello in base all’occorrenza. E così, da quando c’è lui, il sesso debole, da queste parti, è diventato un po’ più debole del solito.

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